Categorie
Comunicati stampa

Case Pente, Sulmona: proseguono le attività di tutela, ricerca e valorizzazione del sito archeologico

La Soprintendenza fa il punto sulle indagini in corso e sulle iniziative previste per la conservazione e la fruizione pubblica dei rinvenimenti

26 giugno 2026 – Proseguono le attività di ricerca, tutela e valorizzazione nell’area archeologica di Case Pente, a Sulmona, dove dal marzo 2023 la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province dell’Aquila e Teramo conduce le indagini previste nell’ambito del procedimento autorizzativo relativo al progetto della Centrale di compressione Snam. Le ricerche, sviluppate su un’area di circa 12 ettari, hanno restituito risultati di grande interesse scientifico, contribuendo in modo significativo alla conoscenza della storia più antica della Valle Peligna.

L’intervento si inserisce nel quadro delle prescrizioni impartite nel procedimento autorizzativo dell’opera e rappresenta una delle più ampie attività di archeologia preventiva condotte negli ultimi anni nel territorio abruzzese. Le indagini sono state avviate in un’area che non risultava sottoposta a vincolo archeologico e per la quale le conoscenze pregresse erano limitate a dati desunti dalla documentazione bibliografica relativa a rinvenimenti fortuiti ottocenteschi.

Gli scavi hanno restituito una complessa sequenza di frequentazione e occupazione del territorio che attraversa millenni di storia. Tra le scoperte più rilevanti figurano i resti di un villaggio della fine dell’Eneolitico e dell’età del Bronzo antico, attestato dal fondo delle buche di palo di 52 capanne e dalla relativa necropoli, oltre a numerose sepolture riferibili alle fasi successive di frequentazione dell’area e a importanti evidenze di età romana.

Per quanto riguarda il settore occupato dall’insediamento più antico, il deposito archeologico è stato integralmente indagato e documentato secondo le procedure previste dalla normativa vigente. Le attività di scavo hanno consentito di acquisire e conservare tutte le informazioni scientifiche contenute nel deposito stesso, permettendo il completamento delle operazioni di tutela previste per quel contesto.

Particolarmente significativi risultano i rinvenimenti di età romana, tra cui un edificio rustico e un complesso con ambienti termali collocati lungo un antico percorso viario che ha continuato a caratterizzare il paesaggio della valle anche nelle epoche successive. In ragione della loro natura e del valore storico-archeologico, tali resti murari sono stati sottoposti a specifici provvedimenti di tutela e saranno conservati in situ, diventando parte di un percorso di visita attualmente in fase di progettazione.

L’attività di ricerca non si limita allo scavo. L’accordo di valorizzazione sottoscritto tra Soprintendenza e Snam prevede, infatti, il restauro di tutti i reperti recuperati e delle strutture conservate, tra cui quello dell’edificio termale già completato, la ricostruzione di una capanna accanto alle strutture di età romana, lo studio scientifico dei materiali rinvenuti, analisi antropologiche e genetiche sulle sepolture, indagini archeobotaniche, archeozoologiche e archeometriche, datazioni radiometriche, pubblicazioni specialistiche e una mostra conclusiva destinata a restituire alla comunità i risultati dell’intero progetto.

I risultati delle indagini sono stati progressivamente condivisi attraverso attività di divulgazione e confronto pubblico. In tale contesto si è svolta, lo scorso 13 giugno, la prima apertura del cantiere in occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia, che – seppur con ingressi contingentati – ha consentito a cittadini, studiosi e appassionati di visitare un sito ancora in corso di scavo e di conoscere direttamente il lavoro svolto dagli archeologi.

Alla luce del dibattito sviluppatosi nelle ultime settimane, la Soprintendenza ritiene opportuno ribadire che tutte le attività condotte a Case Pente sono state svolte nel pieno rispetto delle procedure previste dalla normativa vigente e sotto la diretta responsabilità dell’Amministrazione preposta alla tutela del patrimonio archeologico. I rinvenimenti emersi nel corso delle indagini sono stati regolarmente documentati, studiati e sottoposti alle necessarie misure di tutela; le evidenze di maggiore rilevanza saranno conservate e rese fruibili al pubblico nell’ambito dei programmi di valorizzazione già avviati.

La Soprintendenza continuerà nelle prossime settimane le attività di scavo, studio, documentazione e ricerca, accompagnandole con ulteriori iniziative di informazione e condivisione dei risultati, nella convinzione che la conoscenza, la trasparenza e il confronto con il territorio costituiscano strumenti fondamentali per la valorizzazione del patrimonio culturale e per una corretta comprensione delle attività di tutela svolte nell’interesse della collettività.